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Eventi
Raccolta firme per l'acqua pubblica: WE WANT YOU! PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianni Smarrelli   
Thursday 13 May 2010



Gentili amici

saba
to 15 e domenica 16 maggio allestiremo un banchetto per raccogliere le firme in favore della campagna referendaria per far sì che l'acqua rimanga un bene pubblico e giammai privatizzabile per il tornaconto di chicchessia.


Sabato saremo presso piazza sacro cuore, dinanzi alla feltrinelli, mentre domenica saremo presso la nave di Cascella, intera giornata no stop.

Stiamo organizzando i gruppi di presidio al banchetto, e abbiamo bisogno del vostro contributo.
Chi può venire a darci manforte presso i banchetti può comunicarlo a Gianni Smarrelli: telefonicamente al 3381615522 oppure
a mezzo mail all'indirizzo Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
La divisione in turni dipenderà anche dalle forze che riusciamo a mettere in campo.
Più siamo, più saranno le firme che riusciremo a raccogliere.
E' una battaglia importantissima, facciamoci trovare pronti.



Trovate tutte le informazioni sui quesiti referendari a questo link:
http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=34&Itemid=53

Loro non molleranno mai(ma gli conviene?), noi neppure.

Pescara in Comune by Amici di Beppe Grillo
Ultimo aggiornamento ( Thursday 10 June 2010 )
 
Sabato 30 gennaio: giornata indimenticabile per Pescara PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Vacca   
Sunday 31 January 2010


Ieri è accaduto qualcosa di incredibile a Pescara: i cittadini si sono impossessati della sala consiliare del Comune di Pescara e sono diventati LO STATO.
Ieri più di 500 persone hanno riempito la sala consiliare, sedendosi anche nei banchi dei consiglieri dato l'elevato numero di partecipanti: nonostante questo alcuni non sono potuti entrare. Ieri nella sala consiliare del Comune di Pescara per 3 ore si è respirato "quel fresco profumo di libertà" che tanto auspicava Paolo Borsellino. I cittadini pescaresi hanno dimostrato di avere sete di vera informazione, di avere desiderio di cambiamento, di essere colmi di quella rabbia che ci fa sentire parte di una nuova Resistenza. Le parole pesanti come macigni di Gioacchino Genchi hanno ipnotizzato i pescaresi, quelle di Salvatore Borsellino hanno riempito di energia i cittadini accorsi ieri. Un'energia positiva, che ci porterà sempre di più a combattere democraticamente questa classe politica che sta distruggendo l'Italia. Il cambiamento può avvenire solo dal basso!
Eppure qualcuno non si è accorto di tutto ciò. Oggi i media non riportano la notizia: nessuna traccia dell'evento di ieri, né del sit-in del popolo viola davanti alla Prefettura, sit-in al quale hanno partecipato Borsellino e Genchi. Eccezion fatta per il quotidiano online PrimaDaNoi.it
Ci auguriamo di vedere domani sui giornali la notizia con l'adeguato spazio, altrimenti ci troveremo per l'ennesima volta di fronte a un caso di pessimo giornalismo.
Perché è impensabile che due manifestazioni come quelle di ieri non trovino spazio sui media!
Media a parte, GRAZIE A TUTTI!
E soprattutto RESISTENZA!
Ultimo aggiornamento ( Monday 29 March 2010 )
 
Sabato 30 gennaio: Pescara si mobilità per la legalità PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Vacca   
Thursday 21 January 2010



Sabato 30 gennaio ore 15,30 sit-in davanti alla Prefettura: il popolo viola di Pescara partecipa all'iniziativa nazionale di un sit-in davanti alle prefetture d'Italia per difendere la Costituzione italiana dai continui attacchi del governo. Salvatore Borsellino e Gioacchino Genchi parteciperanno al sit-in insieme a noi! L'appuntamento è a cominciare dalle 15,30 davanti alla Prefettura di Pescara (piazza Italia, palazzo della Provincia).

Poi alle ore 17, presso la sala consiliare del comune di Pescara,


Le verità nascoste: i casi Genchi e Borsellino

incontro con

Salvatore Borsellino (fratello del magistrato Paolo) e Gioacchino Genchi (consulente informatico per molte inchieste scottanti insieme a Falcone, Borsellino, De Magistris..)


partecipa su

Sarà l'occasione per ripercorrere la storia italiana degli ultimi 18 anni attraverso le parole di due persone direttamente coinvolte: Salvatore Borsellino, il fratello del giudice Paolo ammazzato a Palermo il 19 luglio 1992, e Gioacchino Genchi, il funzionario della polizia (vice questore di Palermo), coinvolto nelle indagini più scottanti della Seconda Repubblica in qualità di esperto informatico (collaboratore di Falcone e Borsellino, De Magistris ecc..). Quello che sta accadendo in Italia in questi giorni è soltanto l'ultima dimostrazione dell'urgenza democratica che vive il nostro paese: appuntamenti come questo sono gli ultimi avamposti di libertà in un paese dove la democrazia viene attaccata in continuazione proprio da coloro che dovrebbero garantirla.
Come grida Salvatore Borsellino alla fine dei suoi interventi: è ora di una nuova Resistenza!



Sabato 23 e domenica 24 gennaio (ore 10-20) ci sarà un banchetto su corso Umberto-angolo piazza Salotto per pubblicizzare l'incontro del 30. Presso il banchetto sarà anche possibile vedere dei filmati riguardanti Borsellino e Genchi, grazie a una piccola postazione video.


Ultimo aggiornamento ( Thursday 21 January 2010 )
 
Foto No B Day PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Vacca   
Saturday 09 January 2010

Più di un milione in piazza, ma per la questura poche migliaia...

La più grande manifestazione degli ultimi anni, organizzata da alcuni ragazzi in rete, ma per i giornali una semplice protesta di partiti....

Il 5 dicembre 2009 l'onda viola ha travolto Roma, e noi eravamo lì!








Ultimo aggiornamento ( Saturday 09 January 2010 )
 
19 luglio 2009: Contro le stragi di Stato, contro le strumentalizzazioni di uno Stato omertoso PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Vacca   
Friday 17 July 2009


Domenica 19 luglio sarà il diciassettesimo anniversario dell'assassinio di Paolo Borsellino e della sua scorta. Una data che ormai è diventata un simbolo, come il 23 maggio, per tutti coloro che non vogliono restare impassibili di fronte alla criminalità organizzata, al qualunquismo imperante, alla collusione tra le istituzioni e la mafia, all'attacco alla Costituzione e ai diritti in essa sanciti.
Sabato 18 luglio e domenica 19 a Palermo ci sarà la manifestazione nazionale indetta da Salvatore Borsellino, Antimafia 2000 con la collaborazione di vari meetup d'Italia, per ricordare la strage di via D'Amelio e per impedire ad avvoltoi che definiscono Mangano un eroe (vedi qui) o che hanno avuto rapporti con vari esponenti mafiosi (leggi qui) d'infangare la memoria del procuratore Borsellino e della sua scorta.
Una delegazione di Pescara sarà lì a Palermo.




Oggi c'è una bella intervista sul Corriere della Sera a Salvatore Borsellino:

Intanto Milano e Caltanissetta riaprono le inchiesta sulle stragi

Salvatore Borsellino: «Via D'Amelio strage di Stato» -

Parla Salvatore, fratello del giudice ucciso 17 anni fa: «Ecco cosa accadde il 19 luglio del 1992»

MILANO - «Vju viniri ‘na cavalleria chistu è mè patri chi veni pi mia! Signuri patri, chi vinistivu a fari? Signura figghia, vi vegnu a ‘mmazzari. Signuri patri, aspettatimi un pocu, quantu mi chiamu lu me cunfissuri». A memoria Salvatore Borsellino recita i versi de La baronessa di Carini. La leggenda di Donna Laura Lanza è una storia siciliana i cui luoghi, il sangue, il dolore e il tradimento ricorda le più moderne storie di mafia. Il fratello del giudice Paolo Borsellino promette: «Quando smetterò di lavorare farò il cantastorie». Intanto racconta la storia del fratello: il giudice Paolo Borsellino, morto il 19 luglio 1992 a Palermo con gli agenti di scorta Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto è Antonino Vullo.

LA RABBIA - Impressionante la somiglianza dell'ingegnere Salvatore Borsellino con il fratello giudice antimafia. Sembrano due gocce d'acqua. Anche la voce sembra uguale. Salvatore, trasferitosi a Milano 27 anni fa, parla per «rabbia» dal suo studio in un ufficio alla periferia della città. Siede alla scrivania sotto la famosa foto di Toni Gentile dove Paolo e Giovanni Falcone si parlano sottovoce e sorridono. Dopo un silenzio mantenuto per sette lunghi anni, fino a quando la madre era in vita, Salvatore adesso parla. Anzi urla: «Mio fratello sapeva della trattativa tra la mafia e lo Stato. Era stato informato. E per questo è stato ucciso. La strage di via D'Amelio è una strage di Stato. Pezzi delle istituzioni hanno lavorato per prepararla ed eseguirla. Adesso che la verità sulla strage si avvicina, spero solo che non siano gli storici a doverla scrivere. Bensì i giornalisti. Io tra non molti anni raggiungerò mio fratello Paolo e non so se riuscirò a leggerla sui giornali».

LO SCENARIO - E disegna lo scenario di quel maledetto 19 luglio 1992. E inizia a sciorinare i dubbi e gli indizi. Tutto quanto è venuto a galla dai vari processi sparsi in giro per l'Italia di cui i giornali «parlano poco», dice lui. Innanzitutto le omissioni: la richiesta di negare l'autorizzazione alle auto a posteggiare in via D'Amelio è rimasta inevasa. Poi la telefonata del giudice alla madre che annunciava il suo arrivo in via D'Amelio intercettata dalla mafia. Il ruolo di Bruno Contrada e dei servizi segreti civili presenti a Palermo al momento del botto. L'incredibile sparizione dell'agenda rossa e il ruolo del capitano Arcangioli. Il castello Utveggio che domina il ruolo dell'esplosione. E, infine l'attacco all'onorevole Nicola Mancino che dice di non aver incontrato l'1 luglio del 1992 il giudice Borsellino: «Una menzogna - incalza Salvatore-. Mancino dice addirittura che non conosceva mio fratello. Come faceva il neo ministro dell'interno a non conoscere il giudice presente ai funerali di Falcone e che appariva in tutti i tg nazionali? La verità è che da quell'incontro mio fratello usci sconvolto come testimonia il pentito Gaspare Mutolo».

INCHIESTE RIAPERTE E PAPELLO - Intanto documenti inediti sono stati depositati giovedì da Massimo Ciancimino (figlio di Vito, ex sindaco di Palermo in odore di mafia morto alcuni anni fa) ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Il dichiarante ha consegnato al procuratore aggiunto Antonio Ingroia e al sostituto Nino Di Matteo carte che sarebbero state di suo padre Vito Ciancimino, morto nel 2002. Il verbale di interrogatorio e di acquisizione atti è stato secretato. Nei giorni scorsi Ciancimino jr aveva annunciato che avrebbe consegnato ai magistrati il «papello», il foglio sul quale Totò Riina avrebbe stilato la lista di richieste in favore di Cosa nostra, che sarebbe stata girata ad alcuni uomini delle istituzioni fra le stragi del 1992 di Falcone e Borsellino. Questo documento potrebbe provare l'esistenza di una «trattativa» fra la mafia e una parte delle istituzioni sui quali ha avviato un'inchiesta da diverso tempo la Dda di Palermo e sulla quale ha fornito molte dichiarazioni lo stesso Massimo Ciancimino.

NUOVE INCHIESTE - Sulla stessa vicenda sarebbero state avviate altre inchieste dalle procure di Milano e Firenze, legate alle stragi del 1993. Titolari di una di questa indagine sono il procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, e il sostituto di Firenze Giuseppe Nicolosi che hanno già interrogato più volte il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza. Lo stesso hanno fatto i magistrati di Caltanissetta sull'attentato a Falcone nella villa dell'Addaura. Ma, come sottolinea all'Adnkronos il procuratore capo di Caltanissetta, Sergio Lari, «è una vicenda troppo delicata», quindi «no comment». Lari insieme con i procuratori aggiunti Domenico Gozzo e Amedeo Bertone hanno ascoltato l'ex ministro Vincenzo Scotti e l'ex premier Giuliano Amato per avere informazioni su alcuni agenti dei servizi segreti, ma su uno in particolare. Un uomo sfregiato, con una «faccia da mostro». Non si conosce il suo nome ma si sa che ha il viso deformato. A parlare di lui è stato, di recente, anche Massimo Ciancimino. Ciancimino junior ha spiegato ai magistrati che lo 007 sarebbe stato in contatto con il padre Vito da alcuni anni, fino alla cosiddetta «trattativa» che avrebbe voluto firmare il boss mafioso Totò Riina con lo Stato in cambio dell'abolizione del carcere duro. E proprio a pochi giorni dal 17° anniversario della strage di via D'Amelio il mistero sulla morte di Borsellino si infittisce sempre di più.

Nino Luca
17 luglio 2009

Ultimo aggiornamento ( Friday 17 July 2009 )
 
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