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ALCUNE NOSTRE INIZIATIVE:

Partecipazione al NO B DAY




CONTESTAZIONE A GASPARRI - Il video




26 settembre, manifestazione a Roma
del Popolo delle agende rosse


Palermo, 19 luglio 2009:
nasce il Popolo delle agende rosse






























RESOCONTI DEI CONSIGLI COMUNALI



Qui i resoconti dei consigli comunali cui abbiamo partecipato a partire da giugno 2008 (nella sezione Iniziative&progetti/Fiato sul collo). Un grazie particolare a Maria Assunta, l'autrice dei resoconti; speriamo che susciti sempre più interesse la lettura di quello che avviene all'interno dell'aula consiliare.




http://www.comune.pescara.it/internet/index.php?codice=143
Prossimo Consiglio Comunale:




Consigli da Internet










Il silenzio è mafioso:
ascolta l'intervista a Gioacchino Genchi

Genchi ha detto:
"E questa è l'occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A cominciare dalle stragi di via D'Amelio alla strage di Capaci. Perché queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata."


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Dallo stato di diritto allo stato di polizia PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Vacca   
lunedì 02 novembre 2009
Video da www.byoblu.com


Oggi a Pescara è avvenuto qualcosa di molto grave: le forze dell'ordine hanno impedito a dei liberi cittadini di partecipare a un incontro pubblico nella sala della Provincia di Pescara. E senza alcuna motivazione di ordine pubblico. I fatti. Questa mattina dalle ore 10 una trentina di persone ha manifestato in maniera non solo pacifica, ma anche composta e silenziosa contro la presenza di Gasparri al Premio Borsellino. La manifestazione consisteva nell'esposizione di scritte come "Mangano il vostro eroe, Falcone e Borsellino i nostri" oppure "PM comunisti: prima di Berlusconi lo diceva Riina", e nell'esposizione dell'agenda rossa, simbolo dei misteri che ancora avvolgono la strage di via D'Amelio e della ricerca di verità sui rapporti tra istituzioni e mafia; inoltre i manifestanti stavano distribuendo la lettera che Salvatore Borsellino, fratello del giudice, aveva scritto proprio per criticare l'inopportuna presenza di Gasparri a un premio intitolato al nome del fratello. Nessun coro, nessuna intemperanza, solo una semplice esposizione di cartelli e di agende rosse. Alle ore 11 circa, essendo il senatore Gasparri entrato nel palazzo della Provincia passando da un'altra entrata per evitare di vedere le scritte, i manifestanti hanno arrotolato gli striscioni e si sono avvicinati all'entrata della Provincia per andare ad assistere all'incontro ed eventualmente partecipare al dibattito pubblico che normalmente segue questi incontri: a quel punto un cordone di poliziotti, ispettori della Digos e Carabinieri ha bloccato l'accesso alla sala della Provincia impedendo a dei cittadini di entrare e di partecipare a un dibattito pubblico. Alla nostra richiesta di spiegazioni, non ci è stata data risposta, e alle nostre obiezioni sulla necessità di un'ordinanza scritta ovviamente motivata per vietare l'accesso di cittadini in un luogo pubblico ci è stato detto che questa ordinanza non esisteva ma per questioni di ordine pubblico non potevamo entrare. Ma noi volevamo solo assistere all'incontro ed eventualmente partecipare al dibattito finale! Volevamo dare a Gasparri la lettera del fratello del giudice Borsellino e fare a Gasparri 10 semplici domande che alleghiamo sotto, del tipo: cosa avrebbe pensato Borsellino dei continui attacchi alla magistratura da parte del suo Presidente o della presenza di dell'Utri in Parlamento? Ma questo ci è stato vietato! In Italia, in quello che una volta era uno stato di diritto ma oggi somiglia molto a uno stato di polizia! Verso le ore 11,30 arriva il Questore vicario, il quale giustifica il nostro mancato ingresso con la mancanza di posto nella sala in cui si svolgeva l'incontro! Incredibile, un Questore vicario che, in presenza di decine di telecamere che stavano documentando come la sala avesse degli ampi spazi vuoti, affermava il contrario! Meno male che viviamo nell'era dei media e che tutti hanno potuto constatare già dai servizi delle TV locali come la sala fosse parzialmente vuota e sicuramente in grado di accogliere 20-30 persone al massimo. Il Questore vicario, alle nostre obiezioni, si prende l'impegno di verificare gli spazi disponibili e di comunicarcelo per eventualmente permetterci di entrare. Ma purtroppo del Questore vicario non ne abbiamo saputo più nulla. Intanto erano già le 12 circa, e i manifestanti erano ancora fuori impossibilitati a entrare dalle forze dell'ordine. E così è stato fino alla fine dell'incontro, verso le ore 13,40. Cittadini che volevano fare delle semplici domande a un senatore della Repubblica impossibilitati a farlo da coloro che da garanti della sicurezza dei cittadini sono diventati i bodyguard dei politici.
Abbiamo saputo solo verso le 12,30 che l'organizzatore Leo Nodari era stato aggredito da qualcuno: siamo certi che l'aggressore verrà facilmente identificato, essendo il luogo dove sarebbe avvenuta l'aggressione piena di telecamere e di forze dell'ordine. L'aggressione sarebbe avvenuta lontano dalla manifestazione e quindi non ha nulla a che fare con la protesta pacifica.
Dopo questa mattinata, fatta i diritti negati e di libertà soppresse, si è rafforzata la convinzione dell'inopportunità della presenza di Gasparri e di esponenti del PDL a un Premio che porta il nome di Paolo Borsellino. Borsellino non avrebbe mai tollerato la presenza di circa 10 condannati in Parlamento tra le fila del PDL, né la presenza di Dell'Utri (condannato in I grado per concorso esterno in associazione mafiosa). Paolo Borsellino avrebbe difeso la magistratura dai continui attacchi del Capo del Governo e di altri esponenti del PDL.
Un'ultima precisazione: questa manifestazione era di liberi cittadini, non era di nessun colore politico. Gli amici di Beppe Grillo, gli esponenti dell'associazione Espressione Libre, i consiglieri di IDV e Rifondazione che hanno partecipato alla manifestazione l'hanno fatto in quanto espressione del popolo delle agende rosse, quella parte sana della società civile che lotta quotidianamente per la difesa dello stato di diritto, della libertà e della verità!
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 02 novembre 2009 )
 
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