| NO alla privatizzazione dell'acqua! |
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| Scritto da Gianluca Vacca | |||||||
| Thursday 21 January 2010 | |||||||
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Comunicato stampa del 10/12/2009 Campagna Salva L’Acqua in Abruzzo Cambiare rotta è possibile
In Abruzzo riprende la Campagna nazionale Salva l’Acqua. Dopo l’approvazione in parlamento, con il voto di fiducia, del DL Ronchi, che ha sostanzialmente sancito la privatizzazione del bene Acqua, è nata una rete composta da associazioni culturali, ambientaliste, sindacali e da forze politiche abruzzesi che chiede di fermare la privatizzazione dell’acqua nonostante la Legge nazionale.
Il primo appello è rivolto al Presidente della Regione Gianni Chiodi per l’immediato ricorso alla Corte Costituzionale da parte della Regione Abruzzo contro il DL Ronchi; sono già 4 le regioni italiane che l'hanno fatto e diversi malumori si manifestano anche in regioni di centro destra come Veneto e Friuli Venezia Giulia. Al Presidente della Regione Gianni Chiodi e all’Assessore Angelo Di Paolo la richiesta anche di un incontro urgente per discutere pubblicamente del nuovo progetto di riforma del servizio idrico integrato in Abruzzo.
I cittadini e gli amministratori abruzzesi devono sapere quale è la vera portata del decreto sull'acqua, ennesimo regalo a banche e multinazionali straniere in cambio di tariffe sempre più alte e servizi immutati. Già oggi in Italia si contano diversi esempi negativi come ad Arezzo e Aprilia dove, dopo il fallimento della privatizzazione che ha portato a rincari e disservizi, si sta tornando alla totale ripubblicizzazione del servizio; un altro esempio recentissimo è dato dalla municipalità di Parigi che non ha rinnovato il contratto di gestione dell’acqua alle multinazionali Suez e Veolia riprendendosi la gestione in toto. Che sia l’Europa ad imporre la privatizzazione è evidentemente falso!
A gennaio si terrà una giornata regionale dedicata all’acqua con banchetti informativi e raccolta firme in decine di cittadine abruzzesi per dare voce al grande movimento popolare che chiede che l’acqua resti in mano pubblica e che la sua gestione sia efficiente e partecipata dalla cittadinanza.Per il 20 gennaio è stata indetta una giornata nazionale degli Amministratori locali che disobbediranno alle norme nazionali; sono già centinaia i comuni piccoli e grandi che hanno modificato gli statuti comunali.
Se i sindaci e gli amministratori abruzzesi non sono disponibili a farsi espropriare dal governo di un bene così fondamentale per consegnarlo nelle mani di banche e multinazionali, possono cambiare rotta, nonostante le norme nazionali. Per questo abbiamo predisposto una serie di delibere comunali per la modifica degli statuti per il riconoscimento del servizio idrico integrato ovvero la gestione dell’acqua come “servizio privo di rilevanza economica e senza fini di lucro”. Si legge acqua si scrive democrazia.
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