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Esposto sulla campagna elettorale del sindaco D'Alfonso PDF Stampa E-mail
Scritto da Associazione   
Thursday 08 May 2008

 

CONFERENZA STAMPA

Esposto alla Procura della Repubblica in merito ai comportamenti del sindaco D'Alfonso durante la campagna elettorale.

La legalità si fonda sul rispetto delle regole; questo è un principio sacrosanto che dovrebbe animare tutte le azioni umane, ancora di più coloro che gestiscono e amministrano il bene pubblico, la vita di tutti noi. Eppure durante la campagna elettorale per le ultime amministrative Pescara ha assistito a una iperattività del sindaco uscente, nonché candidato sindaco dato per favorito da tutti: lettere inviate a tutti i cittadini per invitarli a uno dei tanti incontri pubblici, inaugurazioni organizzate negli ultimi giorni del suo mandato, ovvero in piena campagna elettorale. La legge 28 del 2000, ricordata dalla Prefettura di Pescara nel memorandum inviato a tutte le forze politiche che hanno partecipato alle elezioni amministrative, recita che tutti coloro che fanno parte della Pubblica Amministrazione non possono “svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quella effettuata in forma impersonale ed indispensabile per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”. La ratio di questa norma è chiara: impedire a chi ricopre cariche pubbliche di fare campagna elettorale sfruttando il proprio ruolo, eludendo così le restrizioni cui invece devono sottostare tutti gli altri candidati.
E invece il sindaco uscente, ignorando questa fondamentale e importantissima norma, ha inviato lettere istituzionali, firmate come sindaco e con la carta intestata del Comune di Pescara, a spese dunque della collettività, a tutti i cittadini pescaresi, ha incontrato i residenti in tutte le occasioni facendo comizi e decantando i successi dell’amministrazione nei cinque anni precedenti. Tutte forme di comunicazione, queste, vietate dalla legge sopra citata.
Quanti voti ha guadagnato il sindaco uscente in questa maniera? Sicuramente più di 300, i voti che sono serviti a vincere al primo turno. Se le violazioni dovessero essere accertate grazie al nostro esposto, non sarebbe il caso di parlare di una campagna elettorale falsata e di elezioni falsate? Se i nostri dubbi dovessero essere accertati dagli uffici competenti, non sarebbe opportuno sostenere che le votazioni non si sono svolte regolarmente, e che dunque andrebbero ripetute? Il 50% e spiccioli di voti per D’Alfonso sarebbero tutti voti regolari? Perché, ci chiediamo, il sindaco uscente, candidato sindaco del secondo partito nazionale, con a disposizione ingenti mezzi economici e logistici, dovrebbe ricorrere a questi espedienti per avere qualche voto in più?
Il primo cittadino di una comunità non dovrebbe dare il buon esempio a tutti i suoi concittadini?
E perché quando noi abbiamo denunciato questi comportamenti del sindaco uscente durante la campagna elettorale i media locali non hanno dato risalto alla notizia? Perché i cittadini non hanno dovuto sapere durante la campagna elettorale che le lettere ricevute, che gli incontri nelle strade e nelle piazze probabilmente erano contrarie a una legge dello Stato italiano? Non paghi di queste omissioni, molti media hanno avallato i comportamenti del sindaco uscente amplificando tutte le sue iniziative istituzionali, anche se in probabile violazione della Legge 28/2000.
Domani, 25 aprile, sarà il giorno del secondo V-Day, che ha come slogan “Libera informazione in libero Stato”. In tutta Italia verranno raccolte le firme per tre proposte di referendum: abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria, abolizione dell'ordine dei giornalisti e abolizione della legge Gasparri. Concordiamo con Beppe sul fatto che l’informazione, in Italia, sia agonizzante perché in mano ai gruppi politico-economici più forti: come possono i media controllare l’operato degli amministratori pubblici e dei potenti se i controllati sono anche i loro datori di lavori? Il sistema radiotelevisivo italiano è qualcosa di vergognoso, degno della peggiore Repubblica delle banane. Attualmente siamo tornati al sistema, già collaudatissimo, per cui il Presidente del Consiglio controllerà le 6 principali reti televisive.
La stessa informazione locale, salvo le piccole eccezioni, è in mano ai grandi gruppi editoriali legati a quello o a quell’altro schieramento politico.
A Pescara, dalle ore 10 alle ore 20, ci saranno due banchetti per raccogliere le firme: uno su Corso Umberto, angolo via Regina Margherita, l’altro su piazza I Maggio. I banchetti saranno organizzati in collaborazione dalla nostra associazione e dai due meetup locali.

 

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Ultimo aggiornamento ( Friday 11 July 2008 )
 
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